INVITO STAMPA :“INSIEME CONTRO LA CRIMINALITÀ” APPUNTAMENTO CON IL QUESTORE DI ROMA
Domani, alle ore 11.00, i Capigruppo di maggioranza e opposizione della Regione Lazio incontreranno il Questore di Roma, Francesco Tagliente, per fare il punto sulla situazione della criminalità a Roma. Alle ore 12.00 conferenza stampa in sala cronisti presso la sede della Questura di Roma.
VOLEVANO UN CONDONO TOMBALE ANCHE NELLA AREE VINCOLATE
Ecco il testo dell’impugnativa ministeriale
In primo luogo risulta, quindi, censurabile la norma, contenuta nell’articolo 2, alle ipotesi nelle quali il titolo “venga rilasciato entro il termine previsto dall’articolo 6, comma 4″ (vale a dire, nel periodo triennale entro il quale è consentita la presentazione delle domande sulla base della nuova legge, 31 gennaio 2012 ? 31 gennaio 2015), è suscettibile di determinare il superamento dei presupposti e dei limiti, anche temporali, previsti dalle leggi di condono; così introducendo surrettiziamente, e senza base normativa statale, una sorta di proroga o ampliamento del condono.
Illegittima sotto questo profilo si presenta, inoltre, la norma contenuta nell’art. 5, che introduce disposizioni in materia di condono edilizio. La previsione estende in modo indifferenziato e generalizzato, senza alcuna distinzione o limite, l’autocertificazione e il conseguente silenzio-assenso, ivi previsti, ponendo del tutto sullo stesso piano i condoni edilizi del 1985, del 1994 del 2003. In tal modo risulta esteso nella sostanza l’ambito applicativo del condono del 2003, fin a includervi senz’altro anche gli abusi commessi in aree vincolate, operando in tal modo un’indebita appropriazione del potere legislativo statale (come già chiarito in casi analoghi dalla Corte costituzionale, sentenze nn. 54 e 290 del 2009). Sussiste, dunque, una evidente violazione dei principi fondamentali della legge statale in materia di condono edilizio.
In particolare la norma regionale censurata introduce un meccanismo di autocertificazione dell’avvenuta formazione del silenzio-assenso, con un termine di novanta giorni per il Comune per verificarne la veridicità, decorso il quale viene previsto che “il titolo abilitativo in sanatoria si intende formato a tutti gli effetti di legge nei termini previsti dalle singole leggi di sanatoria indicate nel medesimo comma 1, lettera a)”.
La medesima norma è censurabile sotto l’ulteriore profilo dell’inammissibile deroga alla partecipazione necessaria dell’Amministrazione statale in tema di recupero dei nuclei edilizi abusivi e di definizione delle domande di sanatoria edilizia. Le previste modalità di definizione dei procedimenti di “sanatoria edilizia straordinaria” (condono) ancora pendenti che considerano il potere di effettuare verifiche e controlli delle attestazioni e della documentazione presentate dagli istanti soltanto in capo ai Comuni, introduce per l’espletamento di dette verifiche e controlli e per l’adozione degli eventuali provvedimenti di autotutela (in particolare, ai commi 3 e 4) termini brevi alla cui infruttuosa decorrenza viene collegata la formazione di un titolo abilitativo edilizio tacito (c.d. silenzio assenso); tutto ciò, omettendo di menzionare qualsiasi intervento da parte degli organi statali. Per questi motivi le sopra descritte norme della legge regionale devono essere impugnate ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.
ALLUVIONE CASAL BERNOCCHI, INTERVENGA PROCURA DELLA REPUBBLICA
Ho chiesto ai consiglieri del XIII Municipio di acquisire tutti gli atti relativi ai lavori di intubamento del Fosso del Fontanile a Punta di Malafede nel quartiere di Casal Bernocchi. Sono stati appaltati con il metodo della somma urgenza, ma dalla ricognizione che ho effettuato questa mattina appare evidente che qualcosa non è andato nel verso giusto. Esecuzione, qualità e costi dei lavori suscitano forti perplessità Si sono spesi oltre 3 milioni di euro ma il maltempo del 20 ottobre ha prodotto un’inondazione più grave delle precedenti che aveva giustificato l’avvio delle opere. Gli atti acquisiti faranno parte di un esposto che intendo presentare alla Procura della Repubblica nei prossimi giorni”.
“SICUREZZA A ROMA, SEMPRE PEGGIO”
“Chissà cosa ne pensa il sindaco di Roma dei numeri diffusi oggi in conferenza stampa da Polverini e Cangemi. L’analisi della situazione romana in tema di sicurezza è davvero sconfortante e svela il bluff di un sindaco sceriffo che continua a ululare alla luna millantando grandi risultati raggiunti sul fronte della sicurezza. Però sale il numero delle violenze sessuali nella Capitale: erano 228 nel 2008, 239 nel 2009, sono 260 nel 2010. Cresce anche il numero delle minacce, delle percosse e degli attentati mentre, sempre a Roma ma anche in tutto il Lazio, resta elevato il rischio infiltrazione mafiosa, in particolare nel settore dell’edilizia, delle società finanziarie, del commercio, della ristorazione, dell’abbigliamento, dello smaltimento dei rifiuti e delle concessionarie d’auto. Non lo dice il Pd o l’opposizione. Sono i numeri che riguardano il Comune di Roma contenuti nel primo rapporto sulla criminalità nel Lazio presentato oggi dalla presidente della Regione, dall’assessore regionale alle Politiche per la Sicurezza e dal presidente dell’Osservatorio regionale per la legalità. E purtroppo per Alemanno la matematica non è un’opinione”.
Montino: “Incuria Alemanno per Roma genera violenza”
“Ancora una volta Roma è teatro di violenza inaudita con un ragazzo, un musicista, che rimane vittima di un barbaro pestaggio in pieno centro storico. Roma vive troppo spesso scene da Far West, con aggressioni generate dall’ignoranza e anche dall’omofobia come purtroppo dimostrano i recenti e continui fatti accaduti intorno al Gay village. La mancanza di politiche che favoriscano l’integrazione e il dialogo, l’incuria di Alemanno per la città che dovrebbe governare, hanno reso la Capitale luogo in cui dettano legge i facinorosi. La città sicura, blindata, sotto telecamere di sorveglianza vagheggiata da Alemanno durante la sua campagna elettorale non esiste e non è mai esistita”.
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MINISTERI: DA PDL MEZZA MISURA DEVASTANTE
Ma cos’è una sede di rappresentanza, però operativa? Un dipartimento? Una direzione? Il vertice Pdl per rimettere insieme i cocci della maggioranza ha partorito una mezza misura devastante. Un inganno per Roma e il Lazio ma anche per gli elettori della Lega. Un tempo per tenere insieme maggioranze traballanti si inventavano formule ardite tipo le “convergenze parellele” oppure i mitici “governi balneari”. Allora almeno ci si sforzava di giustificare la nuova fase con un pensiero per quanto astruso. Il Pdl di oggi invece, per uscire dall’angolo, produce spezzatino istituzionale. Questa soluzione depotenzia il ruolo dei ministeri, li svuota, raddoppia i costi, produce sprechi.. Di questo passo a Roma resterà il ministro con il paradosso degli uffici invece sparsi in giro per l’Italia. Nello stesso tempo costringerà centinaia di famiglie a cambiare residenza a meno che non si ipotizzi una infornata di nuove assunzioni pubbliche. Il Governo prevede una umiliazione vera per Roma e un contentino per i leghisti. Forse , non fosse altro che per dimostrare coerenza Polverini e Alemanno, dovrebbero fermare questa percorso di macelleria istituzionale fine a se stessa e prendere atto che il loro Governo tiene piu alla Lega che al Lazio e che il loro peso nella difesa della Capitale e della Regione è assolutamente ininfluente.
“GOVERNO SI DIMETTA INVECE DI OPTARE PER LA “RIDOTTA DELLA VALTELLINA”
“L’esito del referendum suona come una bocciatura totale e senza riserve del Governo e di Berlusconi. Bocciatura che riguarda l’idea stessa del loro programma: dalla giustizia, al nucleare, all’acqua intesa come merce. In una democrazia normale, di fronte a questo voto e a quello delle amministrative di pochi giorni fa, qualsiasi Capo del Governo si presenterebbe dimissionario in Parlamento e riconsegnerebbe il suo mandato nelle mani del Presidente della Repubblica; prendendo atto della fine di un ciclo. Ma dalle dichiarazioni tutte tese a sminuire il significato di questo voto rilasciate dagli esponenti grandi e piccoli di questa maggioranza ancor prima delle chiusura dei seggi, mi pare di capire che non sarà cosi. Una maggioranza frutto di un mini ribaltone che è ormai abusiva sceglierà la via dell’arroccamento e della sfida. Pur di sopravvivere Berlusconi, Lega, Pdl e i cosiddetti Reponsabili opteranno per una soluzione tipo “Ridotta della Valtellina” versione 2011. Sarebbe il caso che avessero un sussulto di dignità istituzionale e ci risparmiassero questo spettacolo che può produrre solo una lenta agonia e danni enormi al Paese”.
“PD IN SALUTE, PDL IMPEGNATO IN GUERRE FEUDALI”
“Consiglio all’amico Pallone, nonché vice coordinatore del Pdl laziale, di leggere i risultati delle amministrative sostituendo gli occhiali con una lente d’ingrandimento. Il Pd è in ottima salute, anche se, là e qua, qualcuno si è fatto prendere la mano dalle divisioni. Tutte recuperate però, a differenza di quelle del Pdl. I fatti dicono che abbiamo conquistato 11 comuni in più, strappandoli al centro destra. Piccoli e medi centri con oltre 10 mila abitanti. Il risultato dei ballottaggi confermerà questo trend, come sa lo stesso Pallone che indulge a scambiare Sora e Terracina per l’intero Lazio. Invece sono due grandi comuni dove va in scena l’implosione del Pdl. Il Lazio è l’unica regione dove ministri attaccano a testa bassa sindaco e presidente della regione, dove la guerra per bande è a livelli mai visti primi, dove i dirigenti non riescono a tenere le fila del partito. E’ un spettacolo devastante che, sinceramente, mi angoscia. Non per le sorti del Pdl però, quanto per il fatto che questa deriva sta trascinando con sè il Comune di Roma e l’intera Regione Lazio. Siamo alla paralisi totale mentre occorrerebbe il massimo sforzo da parte delle istituzioni per fronteggiare la crisi. Noi siamo un partito di governo e siamo sempre pronti a fare la nostra parte. Il fatto è che non ci sono interlocutori, quelli che dovrebbero esserlo sono impegnati in guerre feudali da mesi”.













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